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Partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva: FIADDA e AOOI scrivono alla Commissione Affari Sociali

logo fiaddaPubblichiamo le lettere inviate ai componenti della Commissione Affari Sociali della Camera.

 

 

 

Ill.mi Onorevoli,

 

in questi giorni il Comitato Ristretto è impegnato a decidere su temi molto importanti per le persone sorde ed i loro familiari, contenute nella PdL C.4207 recante “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”.

Come ho avuto modo di argomentare durante l’audizione svolta il 24 maggio u.s., l’associazione Fiadda è molto preoccupata ed è contraria all’approvazione della suddetta proposta di legge perché reca elementi che non corrispondono all’attuale realtà delle problematiche legate alla sordità.

Infatti, quando la sordità colpisce gravemente in età infantile provoca preoccupanti alterazioni nello sviluppo del linguaggio e conseguenti problematiche nella comunicazione, nello sviluppo cognitivo e psicologico, oltre a gravi disagi in famiglia e nella vita di relazione. Solo attraverso la diagnosi precoce ed i necessari interventi abilitativi ad essa conseguenti, si può avviare quel processo indispensabile per favorire un percorso individuale  pienamente partecipativo alla vita collettiva e all’inclusione sociale della persona sorda.

Ancora oggi la realtà italiana evidenzia che circa il 40% dei bambini nati sordi non fruisce dello screening neonatale e che il Registro Nazionale sulla Sordità in questo momento non viene neanche finanziato. Inoltre solo nove Regioni hanno in qualche modo previsto Piani per la diagnosi precoce di sordità e la Prevenzione.

Tutto questo mentre si vorrebbe legiferare per destinare immense risorse economiche per il riconoscimento del linguaggio dei segni, anche se l’art.3 della PdL riferisce ipocritamente “senza oneri finanziari”. Appellandomi proprio al principio di pari opportunità costituzionalmente garantito, non posso non esprimere la mia grande preoccupazione per il pericolo di veder approvata una proposta di legge che non tuteli e promuova i diritti delle persone sorde, le quali, invece si prefiggono l’acquisizione del linguaggio verbale come elemento imprescindibile per la realizzazione di una vita autonoma, indipendente, inclusiva socialmente.

In qualità di Presidente Nazionale Fiadda, ma soprattutto come cittadino, genitore e familiare di alcune persone sorde, sogno di poter vivere in un Paese dove viga il diritto ad una diagnosi precoce costituzionalmente garantito e tutelato dalla definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza; dove la persona sorda sia considerata al pari di ogni altro cittadino italiano, con tutti i diritti e doveri derivanti dall’appartenenza ad una comunità che si identifichi puramente nella cittadinanza; dove ognuno abbia l’opportunità di acquisire la lingua italiana parlata e scritta, debitamente supportato dalle Istituzioni competenti; dove l'impiego delle tecnologie disponibili per l'informazione e la comunicazione sia una priorità e dove i successi in campo medico, riabilitativo, scientifico e tecnologico, con particolare riferimento alla protesizzazione con apparecchi acustici digitali ed alla chirurgia dell’impianto cocleare siano valorizzati e sostenuti con  adeguati programmi.

 

Ill.mi Onorevoli,

 

Vi chiediamo di fermarvi in tempo perché come cittadini non possiamo accettare che, con forza di legge, si iscrivano le persone ad una inesistente comunità ed una cultura sorda, contro la propria volontà e contro le proprie scelte di vita; non possiamo accettare di vedere azzerati gli sforzi che hanno portato il nostro Paese ad avere una legislazione (scolastica e non solo) tra le più avanzate a riguardo, sebbene non sempre correttamente applicata, rischiando di fare un enorme passo indietro. Solo perché si vorrebbe pervenire al riconoscimento del linguaggio dei segni come soluzione e panacea di tutti i problemi della sordità.

Abbiamo il conforto e la condivisione su queste nostre aspettative e tesi anche dell’AOOI (Associazione Medici Ospedalieri di Otorinolaringoiatria) e di tanti noti ricercatori e studiosi della Sanità. 

 

Ringrazio per l’attenzione ed auguro buon lavoro.


Roma, lì 21 giugno 2011

Il Presidente Nazionale

Antonio Cotura

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

c.a. Membri XII Commissione Camera dei Deputati

 

L’AOOI è un’associazione che riunisce gli otorinolaringoiatri ospedalieri italiani. Essa comprende circa milleseicento medici specialisti impegnati quotidianamente negli ospedali pubblici nella prevenzione, diagnosi e cura della sordità.

 

Su delega del consiglio direttivo dell’Associazione desidero esprimere la preoccupazione degli otorinolaringoiatri ospedalieri sul PdL C.4207 recante “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”.

 

In particolare desidero richiamare l’attenzione del legislatore sull’attuale scenario riabilitativo della sordità, profondamente mutato rispetto al recente passato.

 

Oggi è, infatti, possibile la diagnosi tempestiva dei più gravi deficit uditivi già nei primi mesi di vita. Inoltre sono disponibili per ogni grado di disfunzione ausili uditivi di grande efficacia come gli apparecchi acustici digitali e gli impianti cocleari. La tempestiva applicazione di questi, unitamente a metodiche di abilitazione mirate, produce straordinari effetti linguistici con completo recupero alla normalità del bambino.

 

Solo occasionalmente si osservano situazioni in cui i familiari, di solito genitori che usano la lingua dei segni, scelgono deliberatamente un differente percorso per il proprio figlio.

Il quadro futuro pertanto è la progressiva ‘normalizzazione’ della popolazione ‘sorda’.

 

Sfortunatamente non esiste oggi lo stesso livello organizzativo nelle differenti realtà sanitarie regionali; solo alcune hanno implementato programmi organici per lo screening neonatale universale della sordità, altre non hanno centri di terzo livello per l’impianto cocleare etc. Ne conseguono inaccettabili disparità rispetto al principio costituzionalmente garantito del diritto alla salute.

 

Gli otorinolaringoiatri ospedalieri, orgogliosi testimoni nella quotidianità dell’impegno clinico degli straordinari successi del trattamento della sordità, chiedono alla politica un impegno prioritario verso questo scenario.

 

Chiedono che sia garantito il fondamentale diritto alla cura delle persone sorde in tutto il territorio nazionale.

 

In particolare l’auspicio è che la politica riveda le priorità d’intervento a favore delle persone sorde alla luce degli strumenti dell’epidemiologia e dell’analisi costo/beneficio.

L’AOOI mette a disposizione il proprio bagaglio di esperienza e conoscenza scientifica per contribuire alla definizione di alcuni diritti ‘sociali’ delle popolazioni sorde minoritarie e nello stesso tempo di quelli della maggior parte dei sordi che desiderano sia garantito il basilare diritto alla salute.

 

Piacenza, 20 Giugno 2011

 

Dr. Domenico Cuda

Coordinatore CoFA-AOOI

Unità Operativa di ORL

Ospedale “Guglielmo da Saliceto


(tag fiadda) 30/06/2011
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