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Sordita' causata dal Citomegalovirus, risonanza magnetica aiuta la scelta su impianto cocleare

L'infezione da citomegalovirus (CMV), contratta dalla donna in gravidanza e trasmessa al feto, rappresenta una delle cause più frequenti di sordità sensorineurale congenita nei bambini, spesso accompagnata da ritardi nello sviluppo cognitivo.
La perdita dell'udito causata dal virus varia nei diversi casi per quanto riguarda la gravità e l'insorgenza, si registrano infatti casi unilaterali o bilaterali, a insorgenza precoce o tardiva, stabili o progressivi e la scelta della cura, in particolare nei bambini con sordità bilaterale grave, ricade solitamente sull'impianto cocleare.

In letteratura, tuttavia, sono presenti pochi dati di studi riguardanti gli effetti dell'impianto cocleare sulla percezione e la produzione verbale in bambini con sordità sensorineurale causata dal citomegalovirus.

Allo scopo di colmare questa lacuna, i ricercatori della Facoltà di Medicina e Salute dell'Università belga di Gent, in un articolo pubblicato recentemente su International Journal of Pediatric Otorhinolaryngology, hanno confrontato gli esiti dell'operazione in 12 bambini CMV e 12 bambini, presi come gruppo controllo, in cui la perdita dell'udito era invece dovuta a mutazioni a carico del gene connessina 26.

Questi bambini sono stati considerati come controllo poiché è stato dimostrato in diversi studi che l'impianto cocleare nei pazienti affetti da sordità dovuta a mutazioni nel gene connessina 26 ha esiti molto buoni per quanto riguarda la capacità di ascolto e di produzione verbale.

Nonostante non sia stato possibile raggiungere il livello di significatività statistica, gli esperti hanno individuato nei risultati due trend, in primo luogo i bambini CMV sottoposti a impianto cocleare che non presentavano anomalie rilevabili attraverso risonanza magnetica (MRI) hanno raggiunto, durante i primi 3 anni dall'operazione, livelli di percezione del linguaggio paragonabili o addirittura migliori rispetto ai controlli.

Va chiarito tuttavia che la maggior parte dei bambini CMV di questo gruppo aveva sviluppato sordità a insorgenza tardiva e, secondo gli autori, il fatto di aver avuto un periodo della propria vita con udito normale, può aver contribuito almeno in parte ai buoni risultati osservati.

In secondo luogo, i bambini CMV sottoposti a impianto cocleare con anomalie registrate nei test di imaging a risonanza magnetica, in un periodo di follow up di 5 anni, raggiungevano i controlli e la categoria CMV senza anomalie per quanto riguarda la percezione del linguaggio, ma facevano meno progressi nell'ambito nella produzione verbale.

"Nonostante ulteriori studi siano necessari – spiegano gli autori dello studio – l'analisi dei risultati della risonanza magnetica potrebbe contribuire al fine di fornire una migliore consulenza ai genitori di bambini con citomegalovirus congenito che presentano sordità per quanto riguarda la scelta dell'impianto cocleare”.

di Anna Maria Ranzoni

 

Fonte: Osservatorio Malattie Rare.it


(tag sordità) 16/04/2014
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