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CINEMA ARTE TEATRO. Un futuro sempre piu' accessibile? Torino, l'Europa e oltre

di Chiara Pozzi - Vicepresidente FIADDA Piemonte onlus  

 A conclusione del Progetto Torino + Cultura Accessibile, ideato e realizzato dalla

Fondazione Carlo Molo onlus, si è svolta il 06 marzo 2014 la Giornata di Studio “CINEMA ARTE TEATRO Un futuro sempre più accessibile? Torino, l'Europa e oltre” presso il Centro Incontri Regione Piemonte, che ha visto la partecipazione congiunta dei promotori del progetto stesso e delle Associazioni partner, tra cui FIADDA Piemonte; queste ultime da ottobre 2013 a marzo 2014 hanno fruito di eventi cinematografici e teatrali accessibili per le persone con disabilità sensoriale.

 

Il Convegno è stato introdotto dalla Presidente della Fondazione, Maria Teresa Molo, da Daniela Trunfio, responsabile Ufficio Stampa e Valentina Borsella, ideatrice del progetto, le quali hanno illustrato le finalità dello stesso.

Numerosi esperti e studiosi italiani e stranieri, durante i loro interventi, interamente sottotitolati mediante la stenotipia e moderati da Elena Di Giovanni, hanno fatto il punto sullo stato dell'arte sulle tecnologie per l'accessibilità nei luoghi di cultura, del cinema, del teatro ed analizzato, anche alla luce dell’esperienza torinese, un ventaglio di future possibili prospettive.  

L’intervento di Pilar Orero dell’Università Autonoma di Barcellona e collaboratrice dell’ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni), Agenzia delle Nazioni Unite, si è focalizzato sulla normativa internazionale in materia di accessibilità di cui è esperta e sul ruolo dei diversi gruppi che lavorano su tale tema: dall’Unesco che si occupa di educazione e cultura e quindi, in questo specifico contesto, della cura dell’accessibilità nei cinema, teatri e musei, all’ITU che studia e regolamenta le tecnologie, fino all’ISO che lavora sugli standard di qualità. Orero ha evidenziato anche la necessità di una collaborazione tra questi Enti, i Governi locali e nazionali e le Autorità che regolano le comunicazioni, con l’ausilio anche di Organizzazioni non governative, Associazioni ed Università. Senza dimenticare modalità e tecniche per reperire i finanziamenti.

Pablo Fresco Romero, docente al Master di “Accessible Filmmaking” alla Roehampton University di Londra, ha spiegato come sia possibile che traduzione audiovisiva e accessibilità possano essere parte dello stesso processo di produzione cinematografica e non, come in genere succede, aggiuntivi nella post produzione e ha illustrato come studi molto approfonditi con esperimenti di oculometria (eye tracking) possano migliorare la qualità dei sottotitoli. Le indicazioni fornite dai registi e produttori ai “sottotitolatori” durante la realizzazione di un film, lo renderebbe fruibile per tutti gli spettatori e non solo destinato a persone con disabilità; purtroppo allo stato attuale questo “controllo” non viene esercitato nella fase post produzione e i risultati sono spesso scadenti.

Federico Spoletti, che con la Sub Ti Access di Londra, ma presente anche in Italia, ha curato audiodescrizione e sottotitolazione del film “La Mossa del Pinguino” di Claudio Amendola al Torino Film Festival e sovratitoli ed audiodescrizione nelle cinque repliche dell’allestimento teatrale al Teatro Stabile di Torino de “Gl’Innamorati” di Goldoni per la regia di Marco Lorenzi, ha incentrato il suo intervento essenzialmente sui costi del sottotitolaggio, che tuttavia a distanza di 15 anni risultano più contenuti rientrando nell’ordine dell’1 per mille rispetto all’intero costo della produzione del prodotto (film o teatro); pertanto ha sottolineato come il problema dei costi sia oggi un falso problema, piuttosto ci si potrebbe concentrare sulla qualità dei sottotitoli.

Attraverso Skype è stato possibile realizzare interventi dall’estero, Alexandra Gaspari, coordinatrice dell’ITU, da Ginevra ha fatto il punto della situazione, con particolare riferimento ad alcuni progetti sperimentali sull’accessibilità di cui si occupa.

Durante il convegno sono stati presentati anche dei progetti accessibili realizzati dal Museo del Cinema e dal Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli, destinati ai disabili visivi; sono stati allestiti percorsi di fruizione dell’arte con la LIS, destinati esclusivamente ai sordi segnanti.

 

Alla fine della Giornata si è svolta una Tavola Rotonda che ha visto l’intervento di alcune Associazioni, coinvolte nel progetto, tra cui FIADDA Piemonte (testo integrale dell'intervento della Vicepresidente Pozzi di seguito), che hanno illustrato le buone pratiche emerse dal progetto, individuato alcune criticità, proposto miglioramenti e suggerimenti da attuare in futuro soprattutto attraverso una maggiore collaborazione tra le Associazioni e quanti si occupano di cinematografia e di sottotitoli.  

Alla Fondazione Molo va il merito di aver voluto con determinazione questo progetto e di aver coinvolto e coordinato tutti gli attori dell’iniziativa allo scopo di costruire un modello di management culturale per l’accessibilità a tutti i livelli e ambiti culturali che possa essere esportabile e replicabile.

La partecipazione di circa 80 persone alla visione del film “La mossa del pinguino” e di circa un centinaio nei cinque giorni di repliche al Teatro Gobetti sono la testimonianza di un indiscutibile successo dell’iniziativa. Fiadda Piemonte ha partecipato con entusiasmo a questa esperienza, offrendo collaborazione e disponibilità, che ci si augura possa continuare in un percorso utile a tutti e produrre nuovi frutti per il futuro.

 

 

 

 

 CINEMA ARTE TEATRO Un futuro sempre piu' accessibile? Torino, l'Europa e oltre”  

 Tavola Rotonda alla Giornata di Studio

 Torino,  6 marzo 2014

 

Relazione di Chiara Pozzi


Buongiorno, ringrazio la Fondazione Molo per avermi dato la possibilità di partecipare a questa Giornata di Studio che giunge alla
conclusione del progetto Torino + Cultura Accessibile . L'associazione che rappresento ,cioè la FIADDA Piemonte è stata coinvolta. FIADDA sta per Famiglie Italiane Associate per la Difesa degli Audiolesi ,ha sede nazionale a Roma e sedi in quasi tutte le regioni italiane e rappresenta le persone sorde oraliste con le loro famiglie che desiderano l’inclusione totale e la piena autonomia personale.

Abbiamo partecipato con le persone sorde e le loro famiglie, quindi anche genitori e fratelli udenti nel caso dei nostri ragazzi più grandi o i genitori udenti di bimbi sordi ancora troppo piccoli per assistere  a questi eventi. In alcuni casi le persone sorde adulte si sono fatti accompagnare da amici o famigliari udenti.

E' stato quindi estremamente importante che gli spettacoli, prima al cinema poi al teatro, siano stati inclusivi

 nel modo più completo che cioè non fossero "progetti speciali per" ma spettacoli già previsti nel cartellone del Torino Film Festival e della stagione teatrale del Teatro Stabile a cui sono state aggiunte le tecnologie necessarie perché fossero fruibili davvero per tutto il potenziale pubblico che desidera andare al cinema e al teatro come e quando vuole. In questo senso Fiadda Piemonte con le sue famiglie ha  apprezzato molto la filosofia del progetto ,  quella che favorisce l' inclusione totale con l'utilizzo dei principi dell'Universal Design per cui le tecnologie sono al servizio di tutti e non soltanto delle persone con disabilità ma anche di coloro che hanno necessità di un supporto per comprendere al meglio gli spettacoli, quindi non solo persone sorde e non vedenti ma anche persone anziane con deficit uditivi e visivi, persone straniere che hanno bisogno di comprendere meglio la lingua italiana, ecc. A Fiadda piace dire infatti "un sottotitolo parla a tutti", prendendo a prestito lo slogan simbolo del sito di Fiadda Nazionale ed usato per spettacoli ed eventi sottotitolati promossi dalla nostra Associazione alcuni anni fa a Roma.

Ho cercato di raccogliere alcune impressioni dai soci che hanno visto il film La Mossa del Pinguino e lo spettacolo teatrale Gl’Innamorati.

Per le persone sorde è stato un evento anche solo il fatto di mettere piede in un cinema o un teatro, per alcuni è stata la prima volta poter assistere e godere di un  film o una commedia teatrale  insieme alle persone care.

Per gli adolescenti è stato importante poter per la prima volta divertirsi al cinema insieme al papà o ai fratelli o ad un amico e fruire del godimento di uno spettacolo teatrale importante e difficile accedendo così ad una esperienza che non è solo di divertimento ma anche culturale e utile per la propria formazione. 

Gli adulti hanno potuto finalmente condividere il tempo libero insieme ai figli udenti, per  loro è stata un 'occasione importante di educazione alla solidarietà e di conoscenza di un futuro tecnologico che permetterà loro di avvicinarsi agli amici e compagni disabili con maggiore naturalezza e normalità di vita. Lo è già ad esempio per la comunicazione con gli sms, le mail, oggi è tutto più inclusivo, tutto più a portata di utilizzo immediato che permette la reciproca conoscenza senza intermediari.

Per i nostri genitori che hanno partecipato lasciando a casa i figli  sordi troppo piccoli per andare a teatro,è stata una esperienza molto positiva perché hanno compreso che per i bimbi  il futuro è a portata di mano grazie alle nuove tecnologie ed è per loro una consolazione e un sollievo sapere che anche i figli che stanno crescendo in modo a volte difficoltoso e faticoso a causa della loro disabilità più o meno grave potranno alla  fine fare una vita  analoga a quella dei coetanei udenti imparando , istruendosi,e anche divertendosi.

 

Le nuove generazioni hanno oggi possibilità e speriamo sempre più le opportunità che solo fino a poco tempo fa erano impensabili, (mi ricordo che quando ero piccola non c’era assolutamente nulla e ricordo che mia mamma mi faceva la sottotitolazione a voce dei film) e il compito che hanno oggi le associazioni e anche gli enti pubblici e privati, gli addetti ai lavori in questo settore è quello di farle conoscere ,è indispensabile e fondamentale .

 

Parliamo quindi di progettazione universale, il concetto di accessibilità oggi in Italia viene in generale riferito alle barriere architettoniche, ma ci sono anche le barriere della comunicazione che creano “esclusione” e “discriminazione” per le persone sorde. Quindi più che di accessibilità oggi si parla di fruibilità, di qualità del progetto per tutti i cittadini di un servizio, prodotto o luogo. La progettazione universale non vede la disabilità come una menomazione o malattia, ma come un evento nel quale tutti possono trovarsi in un certo momento della loro vita. Questo é importante perché segna il passaggio dall'integrazione alla società inclusiva, quindi si dà più accento alla inclusione.

 

La possibilità di avere a disposizione strumenti multimediali sottotitolati e il poter usufruire dei sottotitoli nel tempo libero sono importanti anche per l’ apprendimento della lingua italiana orale e scritta per i ragazzi sordi e per il rafforzamento della comprensione della lingua per gli adulti, e anche per gli stranieri, per le persone con deficit da invecchiamento. Senza stare qui a disquisire sulla differenza tra la LIS e la lingua italiana, che non è questo il luogo adatto a parlarne, possiamo però dire che la LIS ha una struttura diciamo assolutamente diversa da quella dell’italiano orale e scritto, e non solo perché utilizza il canale visivo, abbiamo visto stamattina come molto spesso bisogna inventarsi dei segni appositi per determinate situazioni, pertanto le persone sorde che la usano quotidianamente possono avere una grande vantaggio attraverso la lettura dei sottotitoli per rafforzare la propria competenza linguistica nell'italiano e  la comprensione dei testi.

Dal punto di vista tecnico per quanto riguarda il film “La Mossa del Pinguino” proiettato al Torino Film Festival, se proprio si vuole trovare una pecca alla resa accessibile del film è che la pellicola era in italiano con i sottotitoli in inglese, come è di prassi ai Festival internazionali, e sotto allo schermo stesso apparivano i sottotitoli in italiano proiettati su un altro schermo. Per chi ne doveva usufruire poteva esserci un iniziale fastidio a leggere solo i sottotitoli sottostanti senza confondersi, ma poi la lettura è stata molto piacevole e i testi erano ben fatti, fedeli al parlato.

E comprendevano anche indicazioni sulle musiche, le voci fuori campo, ecc. è un grande passo in avanti questo tipo di accessibilità, infatti se è normale che le pellicole straniere vengano presentate in versione originale con sottotitoli italiani e che i film parlati in una lingua diversa dall’inglese vengano sottotitolati solo in inglese; non è altrettanto ancora così scontato che un film parlato in italiano venga presentato con i sottotitoli in italiano, seppure non direttamente sulla pellicola,  per garantire l’accessibilità alle persone che non sentono o a coloro che conoscono poco la lingua italiana. Tutto il pubblico presente ha visto quanto è semplice e relativamente con poco dispendio di mezzi e risorse sia possibile arrivare a tutti, non solo alle persone con disabilità uditiva e visiva .

Ricordo che nel 2010 qui a Torino, come anche in altre 9 sale in altrettante città diverse, era stata resa possibile la distribuzione della pellicola sottotitolata del film “Baciami ancora” di Muccino in contemporanea con uscita del film normale. E’ stato un evento molto importante perché  grazie ad un’azione di sensibilizzazione della FIADDA ROMA, il produttore Domenico Procacci  si era potuto convincere  del valore culturale dell'iniziativa ed aveva realizzato e distribuito copie di un film italiano con sottotitoli in italiano durante la normale programmazione cinematografica e non come invece eravamo abituati nell’ambito di una particolare rassegna, o peggio ancora dopo molti mesi tramite le videocassette o dvd con sottotitoli per non udenti. Successivamente sono state realizzate dallo stesso produttore copie sottotitolate del film “Mine vaganti “ di Ozpeteck che purtroppo però qui a Torino non abbiamo potuto vedere : ciò è stato a causa del  fatto che i 2 film erano stati distribuiti da due case diverse  e tranne che per Roma e Bari, non sono usciti nelle altre precedenti sale. La casa di distribuzione ha contattato al momento opportuno e a tempo debito tutte le sale cinematografiche italiane affinché il film di Ozpetek uscisse in contemporanea con la versione standard e un discreto numero di copie sottotitolate. 

Abbiamo visto poi in occasione di questi eventi del 2010 che i giornalisti e la stampa in genere non  sono stati in grado, nonostante la precedente conferenza stampa a Roma presentate dallo stesso produttore dei film, di cogliere il valore di quanto si proponeva e hanno dato pochissimo rilievo alla sottotitolazione e in generale comunque non la si tratta mai in modo approfondito .L'invito però non ha riscosso l'accoglienza che avrebbe dovuto meritare, anche dove era stato programmato il film di Muccino, non hanno voluto portare variazioni alle proprie programmazioni, per evidenti motivi commerciali. Di conseguenza sono state prodotte soltanto  poche copie, con una domanda più ampia probabilmente sarebbero state di più. Esiste quindi un problema di circuiti commerciali e anche di sale cinematografiche, infatti i gestori pensano che avere un film sottotitolato porti poco pubblico e quindi non sia conveniente sotto questo aspetto. Inoltre realizzare film con sottotitoli comporta un costo più elevato, ma di contro evita di dover attrezzare le sale con schermi aggiuntivi e attrezzature adeguate. C’è anche un problema di pubblico, molti si infastidiscono a dover vedere un film “disturbato” dai sottotitoli , è un problema culturale questo che deve essere superato .

Questo tipo di fruibilità dei film mediante pellicole italiane sottotitolate in italiano è ancora molto difficile da ottenere proprio perché coinvolge una gran numero di soggetti della filiera cinematografica, mentre penso che l’adozione dei sottotitoli sotto la pellicola forse è più semplice da realizzare ma a carico dei gestori delle sale e anche più difficoltosa per chi ne usufruisce perché si deve necessariamente allargare il proprio campo visivo comprendendo oltre allo schermo del film anche quello sottostante dei sottotitoli sopratutto quando si è abituati ad esempio alla televisione. E’ necessario quindi che tutti , le case di produzione e di distribuzione dei film e i gestori delle sale collaborino e si mettano d’accordo.

 

Per il teatro è risultata ottimale la scelta dello schermo sopra la scena in cui i sottotitoli erano ben visibili anche a distanza e tuttavia sta allo spettatore stesso o al gestore del teatro verificare la posizione più adatta nella platea per avere una visione che comprenda tutta la scena in un solo colpo d’occhio ed evitare eccessivi spostamenti degli occhi tra il sopratitolo e la scena sottostante. Il linguaggio teatrale è in generale più difficile da leggere e comprendere, a volte un po’ veloce, e non tutti hanno le capacità per sostenere la lettura di 2 ore di spettacolo specialmente se movimentato e con più personaggi in scena. In  alcuni momenti è capitato che per qualche problema tecnico si è sospesa la sottotitolazione ma poi ha ripreso il filo correttamente, si è trattato comunque di piccoli difetti migliorabili. In generale  la qualità tecnica è stata ottima e fedele al testo come è giusto che sia.

Se possiamo suggerire qualcosa, prima dello spettacolo si sarebbe potuto sottotitolare anche l'introduzione, anche se questo presuppone per pochi minuti una sottotitolazione in diretta o preregistrata, a parte da quella prevista per il testo del film o quello teatrale che seguono una impostazione diversa. Non so se in futuro questo sarà possibile, lo chiedo agli operatori. Gli spettacoli con sovratitoli già collaudati si potrebbe poi farli circolare nei vari teatri italiani? si potrebbe  pensare che in qualche modo i sovratitoli possano seguire le compagnie teatrali nelle loro tournèe?

Per quanto riguarda la riuscita del progetto Torino + Cultura accessibile dal punto di vista nostro diciamo che ne siamo molto soddisfatti, e contiamo di fare in modo che queste iniziative si diffondano sempre di più, tenendo conto anche dell’esperienza ad esempio di alcune sperimentazioni di spettacoli teatrali con sovratitoli realizzati in altri luoghi specialmente in Emilia Romagna e a Roma promossi dalla FIADDA con buoni risultati e apprezzamento da parte di tutti. Per il futuro quindi suggeriamo tener conto di alcuni aspetti che riguardano la partecipazione:

1)      le persone sorde realmente interessate a prodotti spiccatamente culturali e che hanno la cultura e la capacità  di partecipare ad eventi o spettacoli  non sono tantissime e alcune non sono mai andate al cinema e tanto meno a teatro. Ora che le possibilità di accessibilità esistono, dobbiamo dire che siamo anche noi persone sorde dei neofiti di queste tecnologie, dobbiamo imparare a utilizzarle, pur sottolineando che le più giovani sono già molto esperte e padrone della materia.

2)      Infine molti disabili sensoriali non appartengono a nessuna associazione e per questo sono  difficilmente raggiungibili, bisogna quindi trovare delle soluzioni per informare e coinvolgere queste persone, comprese quelle senza disabilità particolari ma che potrebbero avere bisogno ugualmente dei supporti di sottotitolazione o audiodescrizione. In questo modo si allargherebbe il bacino di utenza e si potrebbe far sì che anche i costi per questi servizi si possano abbattere considerevolmente.

Da parte nostra quindi come associazione FIADDA siamo a disposizione per  aiutare gli operatori  dei vari settori  a migliorare  la fruibilità degli spettacoli e degli eventi suggerendo quegli accorgimenti e adattamenti utili e necessari. Ringraziamo la Fondazione Molo per aver voluto questo progetto e tutti coloro che hanno contribuito a realizzarlo.

Un ringraziamento particolare alla stenotipista che da stamattina sta facendo un servizio ottimo e utilissimo. 

 

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(tag fiadda) 19/03/2014
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