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Collocamento obbligatorio: orfani e vedove nelle quote riservate alle persone con disabilità

Interrogazione urgente di Coccia e Gribaudo (Pd) al ministro del Lavoro, per chiarire perché sia ancora in vigore una disciplina transitoria del 2000 che permette alle aziende pubbliche e private di computare nelle quote riservate alla disabilità sul collocamento anche orfani e vedove

 

Fonte: superabile.it - Una disciplina transitoria ancora in vigore (DPR 10. 10. 2000, n. 333 ) che offre ai datori di lavoro la possibilità di computare nelle quote obbligatorie di riserva delle persone con disabilità (di cui all'articolo 3 della 68) anche lavoratori di cui all'articolo 18, comma 2 della stessa legge, ovvero gli orfani, le vedove e i profughi: è questo ad impensierire le deputate democratiche Laura Coccia e Chiara Gribaudo che, in un'interrogazione urgente al ministro del Lavoro e delle politiche Sociali chiedono la piena attuazione della legge 68/99 sul collocamento obbligatorio per le persone con disabilità.

 

Normando l'obbligo di assunzione in quote obbligatorie per alcune categorie di cittadini con svantaggio in tutte le aziende pubbliche e private con almeno 15 dipendenti, la legge 68/99 è infatti uno degli strumenti di maggior efficacia per l'inserimento a lavoro delle persone con disabilità. L'ostacolo è contenuto in una disciplina transitoria che, sebbene mai reiterata da alcun provvedimento di legge, viene comunque impropriamente ed illegittimamente mantenuta in vigore da una semplice nota del ministero del Lavoro e delle politiche Sociali (Prot. n. 257/01.14 del 21 febbraio 2005) sulla base - scrivono le deputate democratiche nell'interrogazione - "di un discutibile parere di un non ben identificato Ufficio di consulenza giuridica" dell'Amministrazione coinvolta nel caso. L'ennesimo, attraverso cui spesso aziende pubbliche e private scavalcando l'obbligo di assunzione delle persone con disabilità.

 

"Tale illegittima reiterazione di una norma transitoria a ben 15 anni dall'entrata in vigore della legge 68 costituisce - si legge nell'interrogazione - un inaccettabile attacco al diritto al lavoro per le persone con disabilità, una palese violazione di legge, che sottrae ogni anno alle persone con disabilità migliaia di posti di lavoro". Si interroga il Ministro dunque su quali iniziative urgenti intenda assumere al fine di revocare la nota, ma anche al fine di modificare conseguentemente il programma informatico utilizzato per l'invio e l'elaborazione dei prospetti informativi da parte dei Servizi di Collocamento e di restituire ai lavoratori disabili le opportunità di lavoro previste dalla legge ed inopportunamente sottratte negli scorsi anni.


(tag nazionale | lavoro) 21/02/2014
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