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Disabilità, "anche la Rai dimentica la quota d'obbligo nelle assunzioni"

"Nell'azienda di Stato la legge 68/99 non è applicata come si dovrebbe" denuncia Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza Rai. Bassissima la percertuale di personale

svantaggiato tra gli oltre 13 mila dipendenti.

 

Fonte: repubblica.it - "Se a non rispettare la legge sono proprio le istituzioni più vicine allo Stato, diventa davvero difficile spiegare agli italiani il motivo per cui devono pagare il canone". Lo sostiene Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, che martedì scorso, durante l'audizione in Commissione dei rappresentanti di Fish (Federazione italiana per il superamento dell'handicap), Fiadda Onlus, Donne in quota e Animu (Associazione nazionale interpreti lingua dei segni), ha posto una domanda sul rispetto da parte della Rai della legge che prevede una percentuale di assunzioni di personale portatore di handicap.

 

[guarda il video dell'intervento della FIADDA]

Una vera e propria violazione.
 "Dalle risposte che ho ricevuto - prosegue Anzaldi - ho avuto la netta sensazione che questa legge non sia applicata come dovrebbe, il che in primo luogo rappresenterebbe una grave violazione ed in secondo non dobbiamo dimenticare che la Rai è un'azienda pubblica con una missione culturale ed un numero fluttuante di dipendenti, circa 13 mila".

Alcuna agevolazione. "Dall'audizione - aggiunge Anzaldi - è inoltre emerso che non è prevista alcuna agevolazione economica per i portatori di handicap, cosa che appare ingiusta per molti aspetti, soprattutto se si pensa che loro usufruiscono di una parte molto ridotta del servizio, mi riferisco ad esempio a quello di sottotitolazione che copre i tre canali principali, escludendo però dal servizio i nuovi canali digitali".


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