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"Una badante in classe" per il nuovo anno scolastico

sedia vuota su un palco di teatroLa Provincia di Monza e Brianza ha deciso che le famiglie dovranno assumere direttamente gli assistenti alla comunicazione che aiutano i loro figli disabili alle scuole superiori. Merlo (Ledha): "La Provincia scarica un servizio che invece spetta solo a lei"

 

Fonte: superabile.it - Gli studenti delle superiori che hanno una disabilità sensoriale (ipovedenti, ciechi o sordi) hanno diritto di essere aiutati in classe da un'"assistente alla comunicazione". Di solito sono le Province a nominarli e pagarli. Col nuovo anno scolastico, la Provincia di Monza e Brianza ha deciso di cambiare sistema: saranno le stesse famiglie di questi ragazzi a doverli assumere. La Provincia poi rimborsa, in parte. "In pratica come se fossero delle badanti -afferma Giovanni Merlo, segretario della Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha)- È un modo per scaricare sulle famiglie l'onere della gestione di un servizio che invece spetta all'ente locale".

 

"È una proposta che ci ha lasciato di stucco", spiega Renato Dassi, presidente dell'Associazione genitori Nostra Famiglia e padre di una ragazza con disabilità che frequenta la scuola superiore. Abita a Meda e il Comune appunto gli ha comunicato che dovrà assumere l'assistente alla comunicazione. "Ma come posso io mandare un mio dipendente a lavorare all'interno di un'istituzione pubblica come la scuola? - si chiede Renato Dassi -. E come devo fare in caso di malattia? Rischiare che mia figlia resti per giorni o settimane senza assistenza?"

 

Ma le perplessità sono anche di ordine legale, come evidenzia l'avvocato Gaetano De Luca del Servizio legale di Ledha: "Ritengo che si tratti di una modalità assolutamente contraria ai principi legaliche stanno alla base della fornitura di un servizio pubblico garantito dalla legge". L'assistenza all'autonomia e alla comunicazione (assieme agli insegnanti di sostegno) rappresenta un servizio espressamente previsto dalla legge (art. 13 Legge 104.1992) e rappresenta un istituto fondamentale per garantire l'effettivo esercizio del diritto all'inclusione scolastica previsto dal nostro ordinamento giuridico.

 

"Se la normativa assegna ad un ente pubblico, in questo caso la Provincia, la titolarità del servizio, è l'ente pubblico che deve fornirlo e che ne rimane responsabile del procedimento di erogazione - commenta l'avvocato Gaetano De Luca -. Limitarsi a erogare un contributo e spogliarsi dell'organizzazione e della gestione del servizio affidandolo allo stesso titolare del diritto ad ottenerlo a mio parere costituisce un palese inadempimento dei propri dovere istituzionali".

(dp)


(tag territori | welfare | istruzione) 08/07/2013
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