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Barriere architettoniche, interventi più difficili

Appesantito il consenso necessario per dare il via ai lavori 

Fonte: ilsole24ore.it - La riforma del condomino ha fissato un quorum «agevolato» per determinate innovazioni, considerate di interesse sociale (compresi gli interventi per la rimozione delle barriere architettoniche). Infatti, mentre per le innovazioni in genere è richiesto il voto favorevole della maggioranza dei condòmini che rappresenti almeno i due terzi del valore complessivo dell'edificio, per le innovazioni sociali è sufficiente il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore complessivo dell'edificio (nuovo articolo 1121, comma 2, del Codice civile). Nulla di nuovo per la realizzazione di parcheggi destinati a servizio delle singole unità immobiliari: è stata confermata, infatti, la maggioranza di millesimi e di condomini già richiesta (articolo 9, comma 3, della legge 122/89, nota come legge Tognoli). Al contrario, risulta, paradossalmente aggravata la maggioranza richiesta per le innovazioni dirette al superamento o all'eliminazione delle barriere architettoniche. Finora, infatti, nell'assemblea in seconda convocazione bastava il voto favorevole di un terzo dei condòmini in rappresentanza di almeno un terzo del valore complessivo dell'edificio (articolo 2, comma 1, legge 13/89). Oggi invece il valore è aumentato alla metà sia dei condòmini, che dei millesimi. La semplificazione e l'uniformazione delle diverse maggioranze agevolate per le decisioni dell'assemblea di condominio, previste da una serie di leggi speciali in modo non sempre chiaro, era uno degli obiettivi della riforma. Non sempre raggiunto. Sul fronte delle barriere architettoniche, infatti, si deve registrare un passo indietro, frutto di un ripensamento maturato nel corso dell'esame della riforma alla Camera. In questo modo, si è voluto evitare - si è osservato - che la minoranza dei condomini possa costringere una maggioranza poco partecipe alla vita assembleare ad affrontare le ingenti spese spesso necessarie per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Ma, in realtà, il legislatore della riforma avrebbe potuto considerare le esigenze di accessibilità all'edificio da parte di persone con limitata capacità motoria o sensoriale quantomeno di pari rilevanza rispetto alle esigenze di chi intende installare un'antenna parabolica o accedere a flussi informativi via cavo o, ancora, di chi intende installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per questi casi, infatti, la riforma ha espressamente previsto che il condomino possa eseguire tutte le opere necessarie anche ove comportino «modificazioni delle parti comuni», salva la possibilità per l'assemblea di imporre modalità alternative di esecuzione o cautele a salvaguardia della stabilità, sicurezza o decoro architettonico dell'edificio (articolo 1122 bis del Codice civile). In materia di barriere architettoniche, invece, la legge vigente prevede che, se non si raggiunge la maggioranza richiesta per deliberare le innovazioni necessarie, l'interessato possa autonomamente e a proprie spese installare solo «strutture mobili e facilmente removibili» o «modificare l'ampiezza delle porte di accesso». Le sentenze La giurisprudenza è stata spesso chiamata a pronunciarsi su questo tema, con esiti spesso contrastanti. Si pensi al classico caso dell'installazione dell'ascensore: da ultimo la Cassazione, con sentenza 28920/2011, ha ritenuto legittimo il diniego di autorizzazione all'installazione di un ascensore esterno; la Cassazione (sentenza 18334/2012) ha accettato la delibera con cui si è approvata l'installazione di un ascensore con restrizione delle rampe di scale, divenute meno praticabili. Se la nuova legge del condominio avesse imposto all'assemblea che nega l'autorizzazione all'esecuzione di opere sulle parti comuni per l'eliminazione delle barriere architettoniche di indicare «adeguate modalità alternative di esecuzione» - così come con il nuovo articolo 1122 bis per gli impianti tv e per la produzione di energia pulita - si sarebbe sicuramente attenuata la conflittualità. 

a cura di Pierantonio Lisi 


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