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Cosenza pensa a una banca-dati dei bambini disabili 0-5 anni

finalmente! La creazione di una banca-dati per bambini disabili che vanno da 0 a 5 anni e che riguarda, quindi, la fascia pre-scolare; l’allestimento di un tavolo permanente interistituzionale in cui possa avvenire tra istituzioni ed associazioni di volontariato uno scambio continuo di idee e proposte sul tema della disabilità; la diffusione e la sottoscrizione capillare della Convenzione dell’Onu per i diritti delle persone con disabilità. Questi i tre obiettivi prioritari indicati nel Forum provinciale sulla disabilità promosso dall'assessorato alle Politiche sociali della provincia di Cosenza guidato dal vicepresidente dell’ente Mimmo Bevacqua, il quale ha dichiarato: “C’è bisogno di creare più strutture e servizi, ma per far questo e per farlo bene occorre un radicale cambio di mentalità nell’approccio ai problemi. Il primo passo è, dunque, la raccolta delle informazioni, la creazione di una banca-dati attraverso cui raccogliere le esigenze dei disabili fin dalla nascita, in modo da poter programmare tempestivamente risposte, strumenti e servizi”.


Fonte: redattoresociale.it - L'assessore ha evidenziato: “L'idea di promuovere un forum provinciale sulla disabilità è nata dalla constatazione del grave stato di crisi che caratterizza questo settore. Da Cosenza vorremmo lanciare un forte grido d'allarme alla regione, alle agenzie sociali e allo Stato per denunciare, innanzitutto, il ridimensionamento continuo delle opportunità di inclusione lavorativa per le persone con disabilità. Per tutti noi e, quindi anche per le persone con disabilità, il lavoro ha un profondo valore perché offre alla persona la possibilità di autorealizzarsi, di rivestire un ruolo attivo nella società, di raggiungere livelli soddisfacenti di autonomia psicologica ed economica e di partecipazione sociale. Tutto ciò – ha rimarcato Bevacqua - è sancito dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità dell'Onu”. Nel corso del Forum si è insistito sul fatto che “Bisogna partire dai diritti riconosciuti perché si creino le condizioni di cambiamenti strutturali che permettano alla persona con disabilità di sviluppare e potenziare le proprie capacità e di utilizzarle al meglio. Investire sull'inclusione dei disabili – è stato più volte ribadito durante il Forum - può determinare, quindi, una vera e propria inversione di tendenza anche nella gestione della cosa pubblica".


"Tutto ciò -ha concluso Bevacqua- significa sostanziare leggi e politiche investendo risorse economiche adeguate e stabili per rafforzare i meccanismi di partecipazione di bambini con disabilità e delle loro famiglie. Il Forum intende lavorare su questi obiettivi". L'appello dell'assessore è stato raccolto positivamente sia dall’azienda sanitaria provinciale che dall’Ufficio scolastico provinciale che al Forum erano rappresentati rispettivamente dal direttore sanitario Luigi Palumbo e dal responsabile Nicola Penta. Presente anche l'associazione “Rodari” con la presidente Monica Zinno che ha sottolineato: “E’ un impegno non facile –ma il Servizio sanitario nazionale deve poter garantire la diagnosi precoce e certa delle disabilità. Non è possibile che per la fascia che va da 0 a 6 anni, vale a dire proprio nel momento in cui la persona inizia il suo ciclo scolastico, si registri una totale assenza di dati statistici. Da qui nascono la confusione e la disorganizzazione. La mancanza di dati certi sui bambini italiani e stranieri con disabilità, mina la corretta attuazione delle norme per lo sviluppo di politiche basate sul rispetto dei diritti umani e per l’assegnazione di risorse adeguate”. (msc)


(tag territori | convenzione onu | diritti) 11/04/2013
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