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Le app sociali studiano da startup

Quando si è ritrovato davanti una mail da Apple, pensava a qualche grana. E invece era un invito a presentare la propria app Ariadne alla conferenza mondiale degli sviluppatori l'anno scorso. Giovanni Luca Ciaffoni, ingegnere informatico, alle spalle anni di lavoro all'Istituto dei ciechi Cavazza di Bologna, ha creato nel 2011 un'app per non vedenti a pagamento che, dal giugno 2011, ha accumulato oltre 10mila download ed è tradotta in 13 lingue.

 

 

Fonte: ilsole24ore.it - La storia di Ariadne testimonia il crescente interesse verso le app sociali che ora cercano anche modelli di business. Come dimostra Henable, startup che ha conquistato la fiducia del l'incubatore H-Farm. «L'idea è quella di raccogliere idee da singoli, associazioni, pubbliche amministrazioni per costruire app che vadano a soddisfare un bisogno», spiega Ferdinando Acerbi, ex Olimpionico di equitazione, che si dedica alla tecnologie dal 2005, quando in seguito a un incidente subacqueo ha dovuto confrontarsi con gli ostacoli che la quotidianità pone a un disabile. La settimana scorsa è partita la prima app, Henable Ztl.

Dal proprio smartphone l'utente non residente potrà comunicare alle pubbliche amministrazioni il proprio passaggio in una zona a traffico limitato. Il disabile, sbrigando facilmente tutta la burocrazia, sarà facilitato nei suoi spostamenti. Altro vantaggio: i 150 Comuni che aderiscono al progetto non devono fare nulla. L'app è gratuita, mentre il servizio è in abbonamento (3,59 euro all'anno) e Acerbi conta di conquistare altre categoria interessate alla Ztl come i taxisti, i carico/scarico, le imprese edili. «Qui sta la chiave di tutto: dal nostro piccolo bacino di utenti, creiamo app che in realtà possono essere molto utili a tutti. Chi non apprezza di avere la vita più facile se si può?», aggiunge Acerbi, che scommette che qualcuno sia disposto a pagare per questo. «Così rendendo la vita migliore agli altri, facciamo del bene anche a noi», aggiunge. Il modello di business sostenibile, forte di un seed da 30mila euro da parte dell'incubatore di Treviso, si basa sulla vendita di app, sullo sviluppo di app per terzi e sulla consulenza.

Così con il Comune di Venezia si sta ipotizzando un'app per il pagamento dei parcheggi e sempre con la città lagunare e con Milano si sta studiando un'app che razionalizzi i servizi al cittadino in maniera verticale: scuola, sanità, anagrafe. E ancora una web app per i bambini autistici ma anche per tutti coloro che hanno difficoltà di apprendimento. Henable parte dai bisogni specifici e lavora in stretto contatto con le associazioni coinvolte. 

Ci ha creduto anche Carlo Cafarella, assieme agli altri soci di MovieReading. Hanno creato una soluzione – brevettata – che consente ai sordi di leggere i sottotitoli al cinema. Un sistema su smartphone riconosce l'ambiente sonoro e sintonizza il film coi sottotitoli su smartphone o su occhiali. Un'app potenzialmente interessante anche per gli stranieri che potrebbero vedere il film tradotto. Forte di un team di doppiatori e informatici l'app è stata lanciata l'anno scorso. «Purtroppo non c'è stato il supporto di promozione adeguato da parte delle istituzioni e delle associazioni e ha inciso il calo dei biglietti al botteghino» spiega Cafarella, che ora ha contatti con paesi stranieri, tra Europa, Stati Uniti e Australia. 

Un'altra applicazione che potrebbe avere ricadute interessanti è HelpTalk. Nata per chi ha problemi di comunicazione verbale, l'app consente la riproduzione audio del messaggio rappresentato dalle immagini e scritto sinteticamente nel testo. Ma HelpTalk sarà utile per farsi capire anche a bambini, anziani e persone che parlano un'altra lingua. L'app, disponibile da pochi giorni, è stata acquistata e testata da Vodafone, interessata a sviluppare le tecnologie in un'ottica di inclusione sociale. A ottobre è già stata lanciata EasyWay, app dedicata a persone con difficoltà motorie che consente di consultare e inserire informazioni sul grado di accessibilità di luoghi pubblici e realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap. «Siamo interessati a dare risposta a bisogni di nicchia che altrimenti verrebbero ignorati dal mercato» spiega Maria Cristina Ferradini, responsabile sostenibilità e fondazione di Vodafone Italia. Bisogni che potrebbero diventare un business? «Stiamo ragionando sull'ipotesi di sostenere in futuro imprese sociali che abbiano quindi vincoli nella distribuzione degli utili».

Cerca una propria sostenibilità di business anche Bircle, un progetto di innovazione sociale per un'app mobile per creare e scaricare guide turistiche accessibili per i disabili motori. Destinata a diventare una startup prevede un modello freemium: l'app sarà gratuita mentre i contenuti saranno a pagamento. Non a caso è stata scelta dal programma d'incubazione Changemakers for Expo Milano 2015 tra le 10 idee destinate a cambiare la vita a dieci milioni di persone. 

«Con il mobile questo tipo di app ha avuto una nuova espansione, mentre prima i dispositivi erano complicati e costosi – commenta Luca Infante, docente di Media Design allo Ied di Milano – Per il successo di queste app è importante che il programmatore lavori a stretto contatto con chi andrà ad usarle. Solo così può cogliere il reale bisogno».


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