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Albertini e la gaffe sulla disabilità

albertiniMaroni ammalato? Ah, mi dispiace, gli auguro di superare ampiamente e molto velocemente l’influenza perché vogliamo competizioni leali, non con disabili. Albertini commenta così la notizia che Maroni, a causa di una influenza, non potrà partecipare al confronto tra i tre candidati alla presidenza della Regione Lombardia.Poche parole che, però, la dicono lunga su quanta strada abbiamo ancora da fare per superare il vecchio binomio disabilità-malattia.In pochi secondi Albertini si è reso protagonista di un pessimo disservizio. Per sé e per tutta la collettività.

 

 

 

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"Non voglio sfide con disabilià" Albertini travolto dalle critiche 


Fonte: repubblica.it - La gaffe scatena la polemica, poi la retromarcia e le scuse. Eccola: «Auguro a Maroni di superare ampiamente e molto velocemente l’influenza, perché vogliamo competizioni reali e non con disabili». Scoppia il finimondo, la battuta è davvero di cattivo gusto, con quel riferimento ai «disabili» politicamente scorrettissimo. E non servirà a placare le polemiche la marcia indietro di Albertini, che qualche ora dopo, su Twitter, spiega: «Non intendevo offendere nessuno, se l’ho fatto mi scuso, parlavo di inabilità al confronto».
Ma la frittata è fatta, e a censurare la gaffe del candidato “montiano” non sono solo i leghisti, che con Matteo Salvini replicano in modo assai pepato: «Che tristezza, che squallore, che cattiveria; le persone con disabilità meritano rispetto e non squallida derisione; con Maroni presidente l’impegno della Lega è di garantire il trasporto e l’assistenza scolastica agli oltre cinquemila ragazzi disabili che studiano nelle scuole superiori in Lombardia». Aveva usato
ben altri toni, per commentare il forfait forzato di Maroni, il candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli: «Mi spiace che sia ammalato e che ovviamente non possa venire; quello di Albertini è stato uno scivolone, spero solo linguistico, e spero anche che prima o poi ci si possa incontrare tutti
e tre». Interviene anche l’assessore uscente alla Sanità del Pirellone, nonché candidato del Pdl alle regionali, Mario Melazzini, costretto sulla carrozzella dalla Sla: «Secondo l’onorevole Albertini dovrei ritirarmi per permettergli una competizione reale, ma a differenza sua di un’altra sedia
io non ho bisogno: ne ho già una con quattro ruote e ne vado fiero». Esplicita l’allusione di Melazzini alla doppia candidatura dell’ex sindaco (in Regione e al Senato). «Albertini parla a sproposito — rincara Arianna Cavicchioli, candidata del Pd al consiglio regionale — e in questo modo colpisce sul
vivo tutte le persone che hanno davvero una disabilità». Lo dice pure, quasi con le stesse parole, Mario Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl: «Battuta volgare e irrispettosa». E si scomoda Nicola Stilla, responsabile regionale dell’Unione ciechi e ipovedenti: «Gli consiglio una lettura
attenta della convenzione dell’Onu sui diritti dei disabili, auspico che abbia l’intelligenza e l’umiltà di chiedere scusa».
Le scuse arrivano, ma il problema non è questo. Alla base del clamoroso incidente, c’è la voglia matta di Albertini di stanare Maroni, per nulla propenso a sottoporsi a un confronto pubblico, soprattutto insieme all’ex sindaco. «È un provocatore, sa solo insultare », è sbottato ieri il candidato leghista dalla sua casa di Varese, tra starnuti e colpi di tosse. La sua strategia, ha spiegato ai fedelissimi, ora mira a pescare consensi nel mare degli indecisi, circa il 40 per cento, concentrati in larga parte tra gli ex elettori del Pdl. Insomma: è convinto che duellare in pubblico con Albertini non gli convenga affatto, anche perché l’ex sindaco si sta rivelando sempre più imprevedibile. Il confronto, se mai ci sarà, potrebbe essere con il solo Ambrosoli, che Maroni non smette di definire «il mio unico avversario, perché tutti sanno che Albertini in questa gara arriverà terzo, se non quarto».



(tag nazionale) 30/01/2013
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