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Cosa dice veramente quel Disegno di Legge

E' stato finalmente pubblicato il testo del disegno di Legge di Stabilità. 

Nonostante siano stati eliminati i riferimenti alla tassazione delle pensioni e indennità ed al dimezzamento della retribuzione per i tre giorni di permessi 104, permangono le altre gravi penalizzazioni nei confronti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. 

Aggiornamento del 19 ottobre 2012

 

 


 

In attesa della pubblicazione dei testi ufficiali relativi al Disegno di Legge di Stabilità, licenziato nei giorni scorsi dal Governo, consigliamo caldamente la lettura di un’ampia analisi curata a tempo di record dal Servizio HandyLex.org e basata sulle versioni circolate finora, oltreché su successive dichiarazioni di provenienza ministeriale. E il quadro che ne esce non è certo positivo per le persone con disabilità e per le loro famiglie


Fonte: superando.it - Nuovi pesanti tagli al Servizio Sanitario Nazionale , che comporteranno un’ulteriore calo qualitativo e quantitativo dei servizi. Un’altra riduzione dei trasferimentialle Regioni, con conseguente, ulteriore compressione dei servizi ai Cittadini. Aumento di un punto delle aliquote IVAe relativa diminuzione del potere di acquisto delle famiglie. Riduzione delle aliquote più basse di tassazione IRPEF, senza tuttavia che ciò produca significativi vantaggi per i redditi più bassi, e in particolare senza portare a positivi effetti per i quasi tre milioni e mezzo di poveri del nostro Paese. E ancora, per la prima volta le provvidenze economiche riservate alle persone con disabilità vengono considerate come redditi imponibili, ciò che produrrà effetti negativi “a cascata”. Infine, l’intervento sui permessi riservati ai lavoratori che assistono un familiare con grave disabilità (esclusi i lavoratori con disabilità, i genitori o il coniuge), che in quei giorni vedranno ridotta la propria retribuzione del 50%. Un provvedimento, quest’ultimo, dall’efficacia finanziaria assai ridotta, fatto non certo secondario, anche alla luce degli intenti dell’intera Legge di Stabilità.

In estrema sintesi, è questo – così come lo riassume il Servizio HandyLex.org – il quadro non certo positivo dei provvedimenti contenuti nel Disegno di Legge di Stabilità, licenziato qualche giorno fa dal Governo, che interessano più direttamente le persone con disabilità, le loro famiglie e, più in generale, le fasce più a rischio di povertà del nostro Paese.
Si tratta di un’analisi molto ampia – quella di HandyLex.org – realizzata a tempo di record e basata sulla versione del Disegno di Legge sottoposta al Consiglio dei Ministri e sulle successive dichiarazioni di provenienza ministeriale (il testo ufficiale, infatti, verrà depositato a giorni alla Camera). Essa, quindi, potrà essere passibile di ulteriori revisioni, nel momento in cui i testi ufficiali saranno finalmente disponibili.
È comunque un’analisi – quella firmata da Carlo Giacobini, direttore responsabile di HandyLex.org – di cui raccomandiamo caldamente la lettura, anche per le “sorprese” che può riservare rispetto ai vari commenti già circolati in questi giorni. (S.B.)


L’approfondimento cui ci si riferisce nel presente testo è disponibile in HandyLex.org.

 

 


 

Legge di stabilità, sale la protesta dei disabili. Dissensi anche dentro il governo 

Il sottosegretario Guerra: ''Questi provvedimenti estemporanei non li condivido''. Giornata pagata a metà per il lavoratore che usufruisce d i permessi per assistere i disabili, a meno che non si tratti di coniuge o figlio

Fonte: Redattore Sociale - Cresce il dissenso delle associazioni e dei disabili per la stretta voluta dal governo su permessi lavorativi concessi in base alla legge 104/92 a chi assiste i disabili e assoggettabilità all’Irpef delle pensioni di guerra e di invalidità. I due provvedimenti, che riguardano direttamente le persone con disabilità, contenuti nella legge di stabilità licenziata dal Consiglio dei ministri, vengono percepiti dalle associazioni come un ulteriore “colpo” allo stato sociale. Ma la scelta crea dissapore anche all'interno del governo. E’ di ieri la dichiarazione della sottosegretaria del ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Cecilia Guerra, a margine di un convegno sui Lea. “Questi provvedimenti estemporanei non li condivido”, ha detto commentando la stretta ai permessi lavorativi, che prevede la giornata pagata a metà per il lavoratore che ne usufruisce, a meno che non si tratti di coniuge o figlio.

Non si tratta, ovviamente, di modifiche già in vigore, dal momento che si tratta di un disegno di legge che ora passerà al vaglio del Parlamento per l’approvazione, ma le probabilità che le disposizioni vengano confermate e dunque tradotte in legge sono comunque alte. E infatti le prime reazioni delle associazioni che rappresentano le persone con disabilità sono fortemente critiche nei confronti dell’esecutivo, che arrivano a parlare di misure che “annientano completamente” le politiche sociali del nostro paese. 

Il disegno di legge contenente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità) prevede – recita il comunicato di Palazzo Chigi - “la rimodulazione di alcune tax expenditures per i redditi superiori ai 15mila euro”: in particolare “si prevede l’assoggettabilità ad Irpef delle pensioni di guerra e di invalidità” e si “introduce una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni e detrazioni Irpef e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro”. Le pensioni di guerra e di invalidità al momento non sono assoggettate ad Irpef: la scelta del governo è invece quella di conteggiarle come reddito nel caso superino la soglia dei 15mila euro annui. Ad essere interessati, comunque, non dovrebbero essere la gran parte degli invalidi civili italiani: la cifra base della pensione di invalidità è infatti tale (si tratta di 267,57 euro mensili) da non avvicinarsi neppure a quella soglia. A meno che non si consideri anche la cifra dell’indennità di accompagnamento (per gli invalidi civili totali è di 492,97 mensili), che però non viene nominata dal governo e dunque dovrebbe essere esclusa da ogni assoggettamento all’Irpef.

Più lineare la questione della legge 104/92. Il comunicato del governo non ne ha traccia, ma la bozza entrata in Consiglio dei ministri prevede il dimezzamento della retribuzione per i giorni utilizzati dai dipendenti pubblici per l’assistenza a familiari con disabilità. La retribuzione rimarrebbe piena solo se il permesso ex lege 104/92 è dovuto a patologie del dipendente o all’assistenza a figli e coniuge. Se l’assistito è un altro familiare lo stipendio della giornata sarà dimezzato e si manterrà intera solamente la contribuzione figurativa. E’ da ricordare che i permessi possono essere ottenuti per assistere parenti o affini entro il secondo grado o entro il terzo grado se i genitori dell’assistito sono over 65 o disabili. 

 

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