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Istruzione universitaria delle persone con disabilità, l'impegno dell'Europa

europaUn comunicato della Commissione Europea sta incoraggiando gli Stati membri dell’ U.E. a lavorare più duramente ed aiutare gli studenti disabili ad ottenere buoni risultati negli esiti degli esami e spazi lavorativi nelle università, supportato da dati di ricerca che sostengono l’incremento della loro vita media legata ad un’educazione superiore ed universitaria.

 

Fonte: controcampus.it - Lo studio, riguardante le politiche di educazione, apprendimento ed assunzione di studenti disabili e che necessitano di speciali bisogni educativi all’interno dell’U.E., è stato elaborato dal NESSE (Network of Experts in the Social Sciences of Education and training), una rete con sede in Francia.
Questo polo di specialisti in Scienze sociali dell’educazione e dell’apprendimento è stato così promosso dalla Commissione Europea che ha portando in evidenza dati provienienti dalla Gran Bretagna per cui il 75% degli uomini con disabilità lavora. Di questi, il38% è stato assunto senza alcunauna qualifica e il restante 62% è composto da disbili qualificati nel loro lavoro ma che hanno abbandonato gli studi.

Lo studio conclude che “le persone disbili con un basso grado di istruzione o con nessuna istruzione hanno la meno probabilità di essere assunte di quanto lo siano i disabili con un alto grado di istruzione… [e] persone disabili con un basso grado di istruzione o nessuna capacitàsono svantaggiate allo stesso modo di quanto lo siano normodotati con uguali capacità“.

Come risultato, il documento dice che la Commissione Europea dovrebbe incoraggiare i paesi appartenenti l’U.E. ad essere “proattivi” nell’assicurare una carriera alle persone disabili e “che ricevano il supporto necessario a guadagnarsi un’educazione qualificante, in modo da aumentare la loro posizione nel mercato del lavoro.

In questo modo gli autori della ricerca suggeriscono come, nella stessa proporzione, le persone con disabilità (senza seri problemi di salute mentale) debbano essere inserite all’interno dell’educazione universitaria dell’ Unione Europea, e chiedono che i governi controllino la situazione statisticamente.

Alla stessa maniera, citando dati presi dalle statistiche inglesi, lo studio dimostra come il 30% delle donne adulte normodotate siano allo stesso modo non laureate, laureate o abbiano conseguito un post-laurea; delle persone disabili, ufficialmente registrate,sono circa il 27% e di queste il 16% con disbilità che limitano le possibilità lavorative.

In un’intervista all’esponente dell’European Student’s Union (ESU), Karina Ufert sostiene che: “Lo studio dimostra ancora una volta che il sistema educazionale Europeo è ancora lontano dall’essere abbastanza accessibile alle persone disabili“.

Un accesso limitato mette a serio rischio di povertà e di esclusione sociale questo gruppo di persone, quanto per loro continua ad essere difficoltoso competere con persone senza speciali necessità, soprattutto nell’attuale situazione economica”
Aggiunge: “I paesi dovrebbero sviluppare piani specifici da permettere l’accesso all’educazione per le persone svantaggiate e e controllare il reale funzionamento di queste politiche“.

Karina Ufert dice che mentre c’è stato un forte incremento nella possibilità di accesso alle strutture universitarie per le persone disabili in tutta Europa, “c’è ancora una grande svolta nel modo di pensare che deve essere compiuta perchè venga assimilata da coloro che lavorano nelle strutture educative“.

Il sistema educativo dovrebbe rispondere meglio ai bisogni di coloro che vogliono apprendere, attraverso metodi d’insegnamento flessibili incoraggiati dagli stessi governi; per esempio, permettendo tempi addizionali per completare i corsi.

La commissione, però non ha il potere decisionale per quanto riguarda l’istruzione, e non può forzare le azioni o le sedute legislative in merito, anche se dovrebbe – dice un comunicato sugli studi proveniente dall’ European Agency for Development in Special Needs Education, che suggeriscen come aumentare, per i disabili, le possibilità di accesso alle università.

Il portavoce della commissione sull’istruzione, Dennis Abbot, dice che gli studenti disabili, nel periodo 2014-2020, potranno beneficiare di 19milioni di euro provenienti dal nuovo programma Erasmus for All, stanziati per l’istruzione, la formazione e lo sport, un incremento del 70% rispetto all’attuale budget settennale.

Androulla Vassiliou, esponente della Commissione Europea dell’U.E., aggiunge: “Dobbiamo rafforzare i nostri propositi per provvedere a finanziare adeguatamente le politiche sull’istruzione se vogliamo migliorare le prospettive di vita dei ragazzi che hanno bisogno di specifiche necessità di istruzione o di adulti portatori di disabilità“.

 

Link allo studio

EDUCATION AND DISABILITY/SPECIAL NEEDS. Policies and practices in education, training and employment for students with disabilities and special educational needs in the EU

 

*Titolo originale: La Commissione Europea e il piano d’incremento dell’istruzione universitaria dei disabili


(tag lavoro | istruzione | Europa) 02/08/2012
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