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Immigrati e disabilità. Servono più diritti.

immigrazioneSecondo l’Isfol nel 2009 2595 disabili stranieri risultano iscritti nelle liste del collocamento obbligatorio. Di questi 520 hanno avuto un avviamento al lavoro. Oltre le difficoltà nei servizi e assistenziali anche problemi di carattere culturale.

Tratto da: superabile.it

ROMA – Nel nostro paese esiste un fenomeno emergente, quello degli immigrati con disabilità, che presenta un profilo non ancora così forte e che, invece, diventerà un tema sempre più importante e urgente. A sottolinearlo è stata questa mattina a Roma Isabella Menichini, responsabile dell’Agenzia per il welfare del Comune Parma e coordinatrice del progetto Dse (Disability and social inclusion). “Una persona disabile immigrata non ha gli stessi diritti di un italiano disabile che già ne ha pochi. I servizi e l’assistenza, infatti, spesso sono preclusi a chi non ha un permesso di soggiorno sanitario- ha aggiunto il presidente della Fish, Pietro Barbieri-. Sono molte le questioni aperte. È un fenomeno che c’è e che non è ancora molto conosciuto. Spesso la disabilità viene riportata qui in Italia, magari in seguito a un incidente sul lavoro, ma spesso queste persone che molte volte lavorano in nero, non hanno né copertura né riconoscimento dei diritti”. Secondo Barbieri questo è un fenomeno che va affrontato anche pensando a una nuova legge sulla cittadinanza. “Una persona con disabilità difficilmente si sposta nel nostro paese per brevi periodi- continua-. Tendenzialmente si stabilisce in Italia, ma con molte difficoltà anche per quanto riguarda i servizi di assistenza”. Secondo i dati dell’Isfol relativi alla relazione sulla legge 68, nel 2008 sono 2136 gli immigrati disabili nelle liste di collocamento obbligatorio di cui 223 donne, mentre nel 2009 il dato sale a 2595 ( di cui 932 donne). Gli avviamenti al lavoro hanno riguardato nel 2008 707 persone disabili immigrate (di cui 30% donne) e nel 2009 520 stranieri disabili di cui il 32% costituito da donne.  

 
Ma per le persone disabili straniere alle difficoltà di carattere assistenziale e lavorativo, spesso si aggiungono quelle culturali, particolarmente evidenti per quanto riguarda i casi di disabilità intellettiva. Rispetto agli italiani le persone immigrate hanno “esigenze particolari legate alla cultura di provenienza. Il nostro approccio di cura è diverso e potrebbe essere considerato anche un’invasione”, sottolinea Roberto Ortoleva, responsabile degli interventi di rete presso l’azienda sanitaria provinciale di Catania. “Tra gli immigrati che arrivano in Italia alcune persone presentano  un tipo di disabilità, diciamo così classica, cioè fisica o mentale. Ma se consideriamo la disabilità come svantaggio psicosociale allora riguarda praticamente tutti- aggiunge-. Ma quanto riguarda i servizi esistono diverse situazioni, legate particolarmente allo status del migrnate. Chi è rifugiato o richiedente asilo ha un tipo di assistenza sicuramente migliore”. In Sicilia ricorda Ortoleva esiste il Villaggio della solidarietà che rappresenta una best practice in Ue ( 3.200 posti letto riservato a rifugiati e richiedenti asilo). “Senza l’attenzione dell’Italia e dell’Europa, però, rischia di diventare un contenitore esplosivo. La Sicilia da sola non può sostenere tutto il peso. Resta il problema di portare avanti programmi di inclusione vera. Sono necessari approcci nei comuni per creare sistemi di integrazione”.
 
Tra le best practice presentate questa mattina nel corso del convegno Dse c’è anche lo sportello per immigrati disabili del comune di Torino. “Spesso si fa poca attenzione al problema degli immigrati con disabilità, il cui numero è impossibile da quantificare. La disabilità associata alla condizione di straniero complica inevitabilmente i rapporti familiari e sociali soprattutto nelle seconde generazioni, quelle cioè che sono nate in Italia e che ogni giorno sono alla ricerca di una propria identità, cercando di conciliare i valori di riferimento della famiglia d’origine con la nostra società”, sottolineano i promotori. Per far fronte a questa situazione il comune di Torino ha attivato circa un anno fa uno sportello d’accoglienza rivolto alle persone straniere con disabilità e alle loro famiglie, allo scopo di orientarle, offrire loro servizi di consulenza alla pari, consulenza psicologica, affiancamento nel disbrigo delle pratiche burocratiche e altro.

 



(tag nazionale | lavoro) 14/04/2011
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