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C4207: la Commissione Affari Sociali prosegue l'esame

dibattitoLo scorso martedi 2 aprile, la Commissione Affari sociali si è riunita, in sede referente, per discutere tra i punti all’ordine del giorno, anche la proposta di legge C4207. Per dare continuità all’analisi ed alla discussione in merito, pubblichiamo il resoconto della seduta.

 

Fonte: www.camera.itDisposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva.

Nuovo testo C. 4207 approvato, in un testo unificato, dalla 1a Commissione permanente del Senato, C. 286 Sereni, C. 351 De Poli, C. 941 D'Ippolito Vitale, C. 1088 Romano, C. 2342 Lorenzin, C. 2528 Rampelli, C. 2734 Carlucci, C. 3490 Miglioli e petizione n. 1239.
(Seguito dell'esame e rinvio).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 27 ottobre 2011

Giuseppe PALUMBO, presidente, avverte che è stato richiesto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sia assicurata attraverso l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.
Avverte altresì che sul nuovo testo della proposta di legge C. 4207, oltre ai pareri già espressi dalle Commissioni I, II, III, XI, XIV e della Commissione parlamentare per le questioni regionali, sono pervenuti il parere favorevole con condizione della V Commissione e il parere contrario della VII Commissione.

Gero GRASSI (PD), relatore, fa presente di non aver proceduto alla predisposizione degli emendamenti volti a recepire i pareri espressi dalle Commissioni competenti in quanto ritiene opportuno acquisire preliminarmente il punto di vista della Commissione e del Governo.

Il sottosegretario Cecilia GUERRA, apprezzando il complesso lavoro svolto dal relatore, dichiara che il Governo si rimette alla Commissione circa il successivo iter del provvedimento.

Lucio BARANI (PdL) fa notare come, rispetto al provvedimento in esame, il Governo abbia sempre «giocato in difesa». Ricorda, quindi, che si tratta di un provvedimento già approvato all'unanimità dalla 1a Commissione del Senato, in sede deliberante. Una volta trasmesso alla Camera, la XII Commissione, grazie anche al relatore, ha svolto un lavoro serio ed approfondito, affrontando una serie di problematiche che al Senato non erano state sollevate e che sono emerse, in particolare, nel corso delle audizioni che si sono tenute. Chiede, infine, al presidente Palumbo se la Commissione abbia l'obbligo di recepire tutte le condizioni formulate dalle Commissioni competenti per il parere.

Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che la Commissione è tenuta a recepire esclusivamente la condizione posta dalla V Commissione, in quanto volta a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Fa notare, peraltro, come si tratta di una condizione il cui recepimento non comporta problemi e non stravolgerebbe le finalità e la sostanza del provvedimento.

Anna Margherita MIOTTO (PD) osserva che la Commissione ha svolto un intenso lavoro, addivenendo all'adozione di un testo equilibrato. Tuttavia, fa altresì notare come il contesto sia nel frattempo mutato rispetto al momento in cui era venuta a crearsi una situazione di favore generale, tanto che ad un certo punto si era pensato di approvare il provvedimento in sede legislativa. A questo proposito, rileva come, innanzitutto, sia venuto meno l'interesse da parte delle associazioni, sia l'ENS che la FIADDA, che chiedono alla Commissione di soprassedere. Inoltre, è pervenuto il parere contrario della VII Commissione che, a suo avviso, non può non essere considerato.
Pertanto, alla luce di questi due nuovi elementi, ritiene che la Commissione può anche decidere di proseguire comunque con l'esame del provvedimento, con la consapevolezza però della contrarietà espressa dal mondo delle associazioni nonché dalla VII Commissione della Camera.

Giuseppe PALUMBO, presidente, con riferimento al parere contrario espresso dalla VII Commissione, fa presente che lo stesso non vincola in nessun modo la Commissione, rilevando come il testo da questa licenziato rappresenti invece un punto di equilibrio tra le diverse istanze, dei sostenitori della lingua dei segni (LIS) e dei cosiddetti «oralisti».

Marco RONDINI (LNP) dichiara di essere in linea con il parere espresso dalla VII Commissione, nutrendo forti perplessità sul testo adottato dalla XII Commissione. A questo proposito, fa notare come l'uso prevalente o esclusivo della lingua dei segni, che è uno strumento di comunicazione ma non una vera lingua, non favorisce l'inclusione dei non udenti nella società.

Tenuto altresì conto del fatto che il mondo delle associazioni è contrario al riconoscimento della lingua dei segni, ritiene che la cosa più corretta sarebbe accantonare il provvedimento.

Carla CASTELLANI (PdL), apprezzando l'intenso lavoro svolto dalla Commissione e, in particolare, dal relatore, ritiene che la Commissione debba concludere l'esame del provvedimento in quanto il testo cui si è addivenuti costituisce, a suo avviso, un buon prodotto. Pur condividendo l'osservazione fatta dall'onorevole Rondini, per cui l'uso della lingua dei segni va limitato, rileva tuttavia l'importanza di tutelare anche le minoranze, rappresentate, in questo caso, dai non udenti che fanno tuttora ricorso alla LIS.

Vittoria D'INCECCO (PD), ringraziando il relatore per il lavoro svolto, fa presente, in dissenso rispetto all'opinione espressa dall'onorevole Rondini, che l'importanza della lingua dei segni non va disconosciuta, così come evidenziato anche dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.
Ritiene che la soluzione ottimale sarebbe quella di assicurare piena libertà di scelta del metodo di comunicazione alle persone non udenti; in questo senso, richiama le normative che sono state approvate da paesi come l'Ungheria e la Spagna.
Poiché, a suo avviso, il testo che la Commissione ha prodotto non garantisce effettivamente alle persone sorde la libertà di scelta, sarebbe preferibile non procedere oltre nell'esame del provvedimento, in quanto in certi casi «meglio nessuna legge che una cattiva legge».

Carmelo PORCU (PdL) rileva che, nonostante l'intenso e approfondito lavoro svolto dalla Commissione, difficilmente si riuscirà a dare una risposta legislativa che soddisfi le diverse istanze, rappresentate rispettivamente dai sostenitori della lingua dei segni e dai cosiddetti «oralisti». Tuttavia, nonostante non sia stato raggiunto l'obiettivo di mettere d'accordo i portatori di interessi opposti fra loro, è pur vero che il testo approvato dalla Commissione rappresenta una soluzione equilibrata, per cui sarebbe opportuno procedere con il suo esame.

Francesca MARTINI (LNP), ricordando di essere già intervenuta in altre sedute su questo tema, rileva come ci sia da riflettere sul fatto che in Europa nessuno Stato abbia predisposto interventi normativi per il riconoscimento della lingua dei segni. A suo avviso, sarebbe decisamente più utile se tutte le regioni assicurassero la possibilità di effettuare uno screaning uditivo precocissimo e se tutte le risorse fossero impiegate su progetti individualizzati.

Giuseppe PALUMBO, presidente, alla luce del dibattito svoltosi, invita il relatore a chiarire se intenda proseguire nell'iter del provvedimento o meno. Nel primo caso, il relatore stesso potrà presentare gli emendamenti tesi a recepire i pareri espressi dalle Commissioni di merito, mentre nel secondo caso tale operazione non avrebbe, evidentemente, senso.

Gero GRASSI (PD), relatore, ribadisce di aver voluto acquisire il punto di vista della Commissione e del Governo, prima di presentare gli emendamenti ai quali faceva riferimento il presidente Palumbo. Il Governo, rimettendosi alla Commissione, non ha evidentemente fornito alcuna indicazione utile. Per quanto riguarda la Commissione, alla luce del dibattito svolto, risulta chiaro che non c'è un quadro unitario sul futuro, in quanto sono emerse posizioni assai differenziate. Tuttavia, se è vero che non vi è chiarezza su come procedere, è altrettanto vero che i fatti sono chiari per quanto riguarda il passato, in relazione al quale rileva come, nonostante un percorso accidentato, si sia addivenuti ad un testo condiviso, tanto da aver prospettato di richiedere il trasferimento del provvedimento in sede legislativa.
Osserva, quindi, come in questa materia vi siano interessi contrapposti, tanto che nessuna associazione è favorevole al testo approvato dalla Commissione - dato che, a suo avviso, può essere letto come una prova del fatto che il testo rappresenta una soluzione equilibrata - perché ciascuna di esse vorrebbe una legge a sua immagine e somiglianza. Ritiene, dunque, che, se la Commissione ha prodotto un testo condiviso, non si comprendono le ragioni per cui si debba tornare indietro.
La strada più corretta da seguire, pertanto, a suo avviso è quella della conclusione del provvedimento da parte della Commissione, lasciando all'Aula la facoltà di decidere se approvarlo o meno.

Giuseppe PALUMBO, presidente, preso atto della proposta del relatore, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 14.50.

 

testo del resoconto in pdf


(tag fiadda) 04/04/2012
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